My experience as young italo-australian |
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Roma 4/12/06 Conferenza CGIE - Giornata
dedicata ai giovani
Come insengnante di lingue, ora passo a quello che per me e una nota negativa sul mantenimento della lingua italiana in Australia. I dati del censimento del 2001 non permettono un’analisi precisa del mantenimento della lingua italiana dai giovani italo-australiani, tuttavia, da quanto emerge dai dati disponibili, però, si evince una continua diminuzione nella proporzione di quelli che continuano a parlare l’italiano o, più spesso, un dialetto regionale. Infatti dal censimento del 2001 si nota che quasi il 58% degli italo-australiani parlavano esclusivamente inglese anche a casa. Ora vorrei raccontarvi un po’ della mia esperienza come socia
all’Associazione Giovani Italo-Australiani, o come lo chiamiamo noi, la
IAYA. Faccio
parte di questa associazione da 8 anni, e in passato ne facevo parte del
comitato. La IAYA è un’associazione giovanile di Sydney per giovani dai 15 ai 35 anni.
Fondata nel 1998, la IAYA ha più di 200 iscritti ed è in continuo
sviluppo. E’ un’associazione senza fini di lucro che ha lo scopo di
mantenere e promuovere la cultura italiana fra i giovani italiani in
Australia. Nel 2002, grazie al sostegno del Consolato Generale
d’Italia, la IAYA ha pubblicato una raccolta di racconti autobiografici
di giovani italo-australiani del NSW, intitolata ‘Doppia Identità’,
che aveva lo scopo di dare voce alle esperienze dei ragazzi
italo-australiani. Se qualcuno di
voi e’ interessato, ne ho portato alcune copie. Altri
esempi di iniziative culturali e sociali per i giovani includono tornei di
calcetto, bocce, pallavolo, e l’organizzazione di feste per Ferragosto e
altri festival italiani a Sydney. Di recente l’associazione ha
organizzato alcuni eventi in concomitanza con la Rassegna Cinematografica
Italiana di Sydney, che si tiene ogni anno a ottobre. Per il futuro, la IAYA spera di rinforzare le relazioni
con le istituzioni governative italiane, ma soprattutto spera di
continuare a dar voce ai giovani italo-australiani. Per ogni giovane, era chiaro che la lingua italiana aveva una importanza
diversa. Mentre quelli bilingui davano più importanza al mantenimento della
lingua, non tutti la consideravano indispensabile ad un senso di
un’identità italiana o alla conoscenza della cultura. Per quanto riguarda la sopravvivenza della lingua italiana in Australia, la
maggioranza degli intervistati, sia monolingui che bilingui, la
considerava impossibile e poco praticabile, e per questo pochi avevano
l’intenzione di trasmetterla ai figli. Però una nota positiva, ora a
Sydney c’è la scuola bilingue del Coasit, fondata nel 2002, che oggi
offre la possibilità ai giovani di seconda generazione di dare
un’istruzione bilingue ai loro figli, e di aiutarli nei loro sforzi di
trasmettere la lingua italiana. Invece
per la cultura c’era più speranza, visto che i giovani davano una certa
importanza ai valori familiari, al mangiare italiano, e alle feste
italiane, e vedevano questi aspetti della loro cultura come aspetti
positivi che avevano anche contribuito alla ricchezza della cultura
australiana, pur con tutte le modificazioni che la cultura d’origine ha
subito nel contatto con la realta’ sociale e culturale australiana. Per
quanto riguarda l’identità, era ovvio che ogni giovane aveva un’idea
diversa su che cosa consistesse esattamente. Alcuni si sentivano più
‘italiani’ di altri, e spesso una conoscenza della lingua portava ad
un senso d’identià più ‘italiano’. Altri, dopo aver visitato
l’Italia, si sentivano più vicini al paese e alla gente, quindi più
italiani. Altri ancora invece notavano subito le differenze tra loro e gli
italiani ‘veri’, e tornavano a casa sentendosi più australiani che
mai. E’ interessante notare la possibilità
tra questi giovani di ‘recuperare’ un’identità, o addirittura
‘convertirsi’ e modificare la loro identità a seconda del tempo,
dello spazio e delle circostanze. Vi ringrazio tantissimo della vostra attenzione. |
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