Per questo breve
profilo dell'Associazione Nazionale delle Donne Italo-Australiane ho attinto
alla pubblicazione di Joanna Saville "Cinderellas No More - Protagoniste
non spettatrici", che riporta tutti gli importantissimi sviluppi dell'associazione,
dalla sua fondazione, nel 1985, fino agli inizi degli anni 90. Il volume
è stato pubblicato nel 1995, anno in cui io mi apprestavo a diventare membro
del comitato della sezione del Western Australia: erano già passati ben
dieci anni di preziosa attività da parte dell'organizzazione e il suo operato
continuava a ispirare. (M. Caruso). L'Associazione Nazionale delle Donne
Italo Australiane deve la sua nascita a Franca Arena, allora vice presidente
del "Women Advisory Council to the Premier "del NSW, che fin dal suo arrivo
in Australia si era battuta per i diritti delle donne, ed in particolare
delle donne immigrate. Nel 1985 l'impegno di Franca Arena e di un gruppo
di collaboratrici di origine italiana (tra cui anche Ivana Smaniotto ed
Emanuela D'Urso) si concretizzò nella fondazione dell' "Associazione delle
Donne Italo-Australiane" negli stati del NSW e del Victoria e nell'organizzazione
di un convegno internazionale "Noi donne italo-australiane", che si tenne
sia a Sydney che a Melbourne parallelamente. Lo scopo di tali iniziative
era quello di rendere visibile la presenza delle donne italiane nella comunità,
di dar voce ai loro bisogni e di riconoscere i loro contributi alla realtà
multiculturale australiana: "For the first time, Italian women will be getting
together to show that they've contributed more to Australia than just pizza
and ravioli" (da un comunicato stampa dell'associazione del NSW, aprile
1985, cfr. Saville 1995: 22). Sia il convegno che la nascita dell'associazione
rappresentarono una prima vera occasione di incontro per le donne italo-australiane,
sotto la guida di un organo ufficiale tutto loro. Fu un modo per uscire
dall'isolamento della famiglia, per combattere l'emarginazione, per condividere
le dure esperienze di vita in un paese straniero e per diffondere informazione.
Il convegno internazionale di Sydney fu un vero successo. Registrò infatti
ben 800 partecipanti, tra cui anche alcuni delegati di altri stati australiani,
degli Stati Uniti e, naturalmente, i rappresentanti del governo italiano.
Le relazioni presentate affrontarono una varietà di tematiche sociali e
culturali quali: lavoro e occupazione, la salute, le donne della seconda
generazione, violenza sulle donne, l'Italia contemporanea ecc. A tale riscontro
di interesse e di impegno, seguì subito il successo di altri convegni: quello
di Perth (Western Australia), presieduto da Maria Rico, nell'ottobre del
1986, a cui parteciparono oltre 200 donne; di Brisbane (Queensland), un
mese più tardi, e di Adelaide, nell'aprile del 1987. Sempre più donne italiane
si riunivano ad confrontarsi sui loro bisogni, a condividere esperienze
ed aspirazioni e a celebrare la loro grande forza di volontà, all'insegna
di una riscoperta solidarietà e vicinanza. Nell'ottobre del 1987, in occasione
del primo convegno nazionale di Canberra, le singole associazioni si riunirono
(pur mantenendo la loro autonomia) in una piu' ampia rete nazionale, dando
così origine all'Associazione Nazionale Donne Italo-Australiane. Nel corso
degli anni l'associazione, nelle sue varie sedi, ha continuato ad impegnarsi
organizzando nuovi convegni, mostre fotografiche, rappresentazioni teatrali
e musicali e altri eventi di grande portata culturale. L'associazione ha
documentato la storia e i contributi delle donne italiane in Australia tramite
diverse pubblicazioni. Tra queste ricordiamo: "Noi Donne Italo-Australiane",
1986, Atti del Convegno "Women: Traditionand Transition", 1988, Atti del
Convegno "Forza e Coraggio - Give Me Strenght", 1989, antologia di racconti,
a cura di Anna Maria Khan-Guidi e Elizabeth Weiss. "Growing up Italian in
Australia", 1993, antologia di racconti "Survey Report on the Helth Education
Needs of NEBS (Italian) Women" "Cinderellas No More - Protagoniste non spettatrici",
1995, di Joanna Savile, commissionato per festeggiare il decimo anniversario
della fondazione dell'Associazione. A cura di M. Caruso
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