Documento Finale della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo

Premessa

La Conferenza esprime la riconoscenza della Nazione ai connazionali che in
ogni continente in più di un secolo hanno testimoniato e testimoniano, con
il loro lavoro e sacrificio, le capacità del nostro popolo e, nella fedeltà
alle radici ed agli ideali della madrepatria, hanno contribuito al civile
processo di ogni paese del mondo. Per il loro impegno e per i loro
sentimenti, per le prestigiose opere realizzate ovunque, per i valori morali
e spirituali e gli interessi materiali che interpretano, per l'apporto
economico dato all'Italia nel corso degli anni, gli italiani all'estero ed i
loro discendenti sono e rimangono componente viva della comunità nazionale.
La Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, riunita a Roma dall'11 al 15
dicembre 2000, fa proprie le risultanze delle Conferenze Nazionali, delle
Preconferenze Continentali, degli incontri preparatori delle Donne e dei
Giovani, della Conferenza dei Parlamentari di origine italiana, dei
Laboratori sull'Informazione, l'Imprenditoria, la Scienza, la Cultura e la
Solidarietà, nonché i documenti finali delle Commissioni di Lavoro.
I lavori preparatori hanno dato voce alle singole componenti delle
collettività, divenute soggetti attivi e propositivi per la definizione di
una politica articolata che regoli i rapporti con l'Italia nel pieno
rispetto delle specificità geografiche e generazionali. In questo quadro,
l'Europa ricca di valori comuni, che, nonostante i suoi limiti
istituzionali, ha ritrovato con l'approvazione della Carta dei Diritti
fondamentali dei cittadini dell'Unione la fiducia in se stessa, si offre per
vincere insieme a tutti gli italiani nel mondo la sfida del XXI secolo:
costruire la casa comune di popoli e nazioni uniti da un patrimonio
interculturale fondato sui principi della pari dignità delle diversità.
Gli Italiani nel mondo hanno piena coscienza di costituire una grande
risorsa politica, culturale, scientifica, economica e sociale, sia per
l'Italia che per i Paesi di accoglimento. Il percorso di crescita verso una
piena integrazione che non diventi assimilazione passiva è reso possibile
dalla fusione delle esperienze e dei valori di più realtà, mediante la
costruzione di nuovi modelli di italianità.
La Conferenza riafferma l'esigenza di un reale rispetto per le diversità
culturali, etniche e di genere, da tutelare mediante l'adozione di corrette
politiche di solidarietà e di pari opportunità, di multiculturalismo e di
interculturalità in Italia e nei Paesi di residenza, e di garanzia della
protezione dei diritti civili degli italiani all'estero. La solidarietà è un
valore fondante della cultura italiana, parte integrante e qualificante
dell'altra Italia, attraverso le migliaia di volontari, religiosi e laici,
che prestano servizio nei cinque continenti ed è legata alla cooperazione
italiana ovunque ed alla grande opera svolta dall'associazionismo.
Nel crescente processo di mondializzazione, non solo economica, l'Italia ha
concreto interesse a valorizzare la rete di presenze italiane, che esiste
già e della quale Paesi più forti del nostro non dispongono. Le comunità
italiane non sono nate come "comunità di dominio". La loro radice non è nel
potere, ma nel lavoro e, per questo, hanno una legittimità ed una
credibilità che consente loro di assumere responsabilità di fronte ai grandi
problemi collettivi nazionali ed internazionali.
Il primo segnale di serio riconoscimento è stato dato quando per la prima
volta gli italiani all'estero, come tali, sono entrati nella Costituzione
della Repubblica, con la istituzione della circoscrizione estero, per avere
la possibilità di eleggere direttamente i loro rappresentanti nel Parlamento
italiano, ed essere così soggetti attivi di partecipazione politica nel
"Sistema Italia". Sentite le precise dichiarazioni d'impegno unitario degli
esponenti dei maggiori partiti, non sarebbe comprensibile che il Parlamento
non approvasse la legge ordinaria che regola l'esercizio in loco del diritto
di voto in tempi e con modalità tali da consentire che i cittadini italiani
all'estero votino sin dalle prossime elezioni politiche e il personale dello
Stato in servizio all'estero e i familiari al seguito possano esercitare
l'elettorato attivo.
In previsione dell'esercizio del diritto di voto in loco il potenziamento
dell'informazione dall'Italia diventa cruciale, al pari della corretta e
completa informazione di ritorno tesa a dare visibilità all'Italia fuori
dall'Italia. L'informazione infatti è strumento di conoscenza reciproca,
fattore di crescita civile, sociale e politica e mezzo primario di confronto
democratico. L'Italia deve anche affrontare la sfida
dell'internazionalizzazione ripensando il modo nel quale proietta la propria
immagine all'estero, anche in funzione delle sue comunità.
Convinta che la memoria storica sia salvaguardia di un patrimonio ideale di
gratitudine e di civiltà, la Conferenza propone l'allestimento al Vittoriano
di una sala dedicata alla storia della nostra emigrazione e la creazione di
una Fondazione, che unisca pubblico e privato, raccolga e cataloghi le
testimonianze delle comunità e promuova la realizzazione di ricerche sulla
vita delle collettività italiane all'estero e l'insegnamento della loro
storia.

Come conseguenza di queste premesse, la Conferenza impegna il Governo, il
Parlamento e le Regioni ad adottare e coordinare l'applicazione di tutti gli
strumenti necessari a realizzare una politica articolata, sviluppata anche
attraverso i lavori di un Tavolo di concertazione Stato-Regioni-CGIE, che
risponda alle esigenze delle diverse aree geografiche e condizioni di vita
dei connazionali all'estero, sulle linee seguenti:

1. Nel campo dei diritti civili e politici:
* Con l'elezione dei parlamentari in rappresentanza degli italiani
all'estero, il CGIE, eletto a suffragio universale, assume un diverso ruolo
di raccordo fra le forze associative e rappresentative delle comunità ed il
Parlamento, con maggiori compiti di consultazione e proposta in materia di
politiche generali, ferma restando la sua assoluta centralità nei rapporti
con il Governo, il Parlamento e le Regioni anche attraverso il rispetto da
parte delle amministrazioni nazionale e locali delle funzioni consultive
sancite per legge, in materie di sua competenza. A questo scopo è necessario
assicurare risorse adeguate e superare le restrizioni
burocratico-amministrative che impediscono al Consiglio di adempiere a tutti
i suoi compiti;
* Affinché i Comitati degli Italiani all'Estero possano assolvere pienamente
al loro ruolo istituzionale è necessario che il Parlamento approvi senza
ulteriori ritardi il disegno di legge di riforma; che all'assegnazione di
adeguati contributi di funzionamento si unisca lo snellimento delle
procedure burocratiche che ne rallentano l'erogazione; che il Governo
promuova presso le autorità estere iniziative che consentano a tutti i
Com.It.Es. del mondo di essere eletti a suffragio universale; che le
rappresentanze diplomatico-consolari ne rispettino e valorizzino ad ogni
livello la natura ed i poteri;
* Per quanto riguarda la concessione del diritto di voto amministrativo in
loco, l'Italia dovrà sensibilizzare, anche su base di reciprocità, i Governi
di tutti i Paesi di accoglimento che non lo consentono ancora;

2. La ricchezza rappresentata dalle donne ed il loro costante contributo
alla vita delle collettività non sono tuttora riconosciuti, né adeguatamente
sostenuti. Per estendere nel futuro questa capacità di apporto l'Italia deve
promuovere una più ampia partecipazione delle donne ai momenti di
rappresentanza politico-istituzionale delle comunità. Il momento di raccordo
deve essere un Osservatorio permanente in diretta collaborazione con il
Ministro per le Pari Opportunità e la Commissione Parità e Pari Opportunità.
L'Osservatorio avrà come punti di riferimento i Coordinamenti nazionali
delle donne, giuridicamente riconosciuti, finanziati e collegati alle
rappresentanze diplomatiche, consolari e culturali italiane all'estero.
Compiti dei coordinamenti saranno, fra gli altri, la promozione di ricerche
mirate alla ricognizione delle risorse e delle esigenze femminili nelle
diverse realtà nazionali ed alla creazione di reti di contatto fra le
italiane nel mondo con l'uso delle nuove tecnologie;

3. Per realizzare la promessa di rinnovamento offerta dalle nuove
generazioni è necessario che il mondo italiano, in Italia e all'estero,
riconosca la loro esigenza di muoversi in un mondo aperto, svincolato da
organismi superati e da modelli rigidamente campanilistici, fruendo di
aggiornati spazi informativi e di rappresentanza garantita anche con quote.
Fra le iniziative fondamentali sono gli interscambi finalizzati al
perfezionamento degli studi; la corretta valutazione e riconoscimento dei
titoli già conseguiti; gli stage professionali tesi anche alla creazione di
partenariati; il recupero del proprio retaggio in un'ottica multiculturale;
la riapertura dei termini di riacquisto della cittadinanza unita al
superamento delle restrizioni che creano situazioni di disparità all'interno
delle stesse famiglie. Per il coordinamento di progetti comuni le
associazioni di giovani italiani all'estero si raccorderanno con
associazioni omologhe e giovani rappresentanti delle Consulte regionali
dell'emigrazione in previsione dell'istituzione di un Consiglio dei Giovani
Italiani nel Mondo;

4. Se l'identità culturale è la presa di coscienza di tutto quanto ci rende
unici in un contesto globale, il possesso della cultura e della lingua
italiana insieme alla valorizzazione delle lingue e culture regionali
diventa fonte di arricchimento e non motivo di conflitto e di
contrapposizione. Per dare risposta al desiderio di italianità che emerge
con forza crescente deve essere data una svolta alla politica culturale
dello Stato italiano, con l'approvazione di una legge quadro, l'attuazione
di un piano coordinato di investimenti e iniziative statali e regionali e
accordi bilaterali specifici diretti ad incrementare od introdurre
l'insegnamento della lingua e della cultura italiana all'interno dei sistemi
scolastici dei Paesi di accoglimento a partire dalle scuole materne. Qualità
dell'insegnamento, garantita da un continuo aggiornamento dei docenti, unita
a finanziamenti adeguati e snellimento delle procedure di erogazione ed
accredito dei fondi, devono costituire elementi vincolanti della nuova
politica culturale del nostro Paese. Del tutto prioritario è il
potenziamento dei corsi di formazione professionale, anche in vista di
flussi di reinserimento nel mercato del lavoro italiano. In questo quadro
non si può rinviare una riforma degli Istituti Italiani di Cultura che li
renda fattore di diffusione capillare del patrimonio artistico e creativo
dell'Italia e delle comunità italiane all'estero;

5. Il Laboratorio sull'Informazione ha ribadito che per soddisfare le
richieste di migliori palinsesti, già evidenziate nel corso di precedenti
conferenze del CGIE, RAI International deve essere dotata di congrue risorse
umane e finanziarie, pari a quelle che altri Governi con maggiore
lungimiranza riservano ad analoghi enti, pur avendo un'utenza molto meno
numerosa all'estero. Ferma restando l'utilità dei quotidiani teletrasmessi
dall'Italia, importantissima rimane la funzione della stampa italiana
all'estero, che deve essere opportunamente sostenuta, anche
finanziariamente, al pari delle radio e delle televisioni locali al servizio
delle comunità. Anche nell'ottica di un ritrovato rapporto con le giovani
generazioni è necessaria una particolare attenzione ai progetti mirati che
si avvalgono delle nuove tecnologie. La Conferenza sottolinea la necessità
che nella Commissione di indirizzo e programmazione della Presidenza del
Consiglio sull'informazione italiana nel mondo venga inserita una
rappresentanza del CGIE e che dei pareri del CGIE si tenga conto nel
negoziare le Convenzioni del Governo con organi di informazione italiani;

6. In materia di tutela e assistenza sociale, si sostiene l'assoluta
necessità di proteggere le fasce più deboli della società, come gli anziani,
garantendone i diritti alla salute ed alla previdenza ed intervenendo
sollecitamente a sanare situazioni di particolare indigenza ovunque si
presentino. L'estensione dei diritti connessi alla libera circolazione in
Europa, con specifica attenzione alla situazione dei frontalieri, deve
unirsi ad una rapida soluzione del processo di armonizzazione dei sistemi
nazionali di sicurezza sociale. I Patronati all'estero hanno un ruolo
insostituibile nell'azione di tutela, assistenza e informazione dei nostri
connazionali, per cui è inderogabile l'approvazione della legge che ne
riforma l'assetto;

7. Il Laboratorio sulla Solidarietà riconosce la Prima Conferenza degli
Italiani nel Mondo come straordinaria occasione per iniziare a mettere in
rete le innumerevoli testimonianze ed esperienze di volontariato ed
associazionismo. Sollecita le istituzioni italiane, europee ed
internazionali ad un approccio unitario tra aiuto allo sviluppo, definizione
delle regole internazionali economico- commerciali, questione del debito e
dei flussi finanziari. In vista dell'Anno Internazionale del Volontariato
indetto dall'ONU per il 2001, occorre sensibilizzare, fin dalle scuole, le
nuove generazioni alla conoscenza della solidarietà e l'esperienza del
volontariato, nei quali l'Italia è protagonista di una silenziosa opera
efficace che qualifica il prestigio del Paese. In questo senso ritiene
necessaria una mappatura informatica e interattiva dei volontari,
cooperanti, associazioni non governative, comunità di religiosi, in sinergia
con le istituzioni centrali e locali italiane;

8. Il Laboratorio sull'Imprenditoria italiana nel mondo ha constatato che le
comunità degli affari esprimono ormai insieme a quelle scientifiche e
culturali le vere nuove elites dirigenti nei diversi Paesi e chiedono perciò
alla nuova Italia, ricca, europea e impegnata nella globalizzazione, nuove
politiche capaci di conciliare appartenenza e convenienza, radicamento e
globalizzazione. Preso atto che il tradizionale Stato nazionale accentrato
ha visto ridimensionate le sue competenze e poteri verso l'Europa e verso le
Regioni, si è riaffermata la necessità che la risorsa strategica delle
Piccole e Medie Imprese italiane e italo-estere venga messa al centro della
sfida che il nuovo mondo economico propone egualmente agli italiani d'Italia
e del mondo. A tal fine occorre spingere il sistema bancario e le
istituzioni preposte alle relazioni economiche estere, tanto centrali quanto
regionali, ad adeguare i loro comportamenti alle nuove esigenze per far s¦
che il sistema-Paese possa rendersi maggiormente disponibile agli
investimenti dall'estero riducendo il peso degli oneri fiscali e
burocratici. E’ infatti indispensabile uscire da ogni logica di reciproca
rivendicazione fra comunità degli affari in Italia e all'estero: ciascuno
deve vedersi risorsa per l'altro in un sistema di rapporti che non può che
essere multilaterale.

9. Il Laboratorio sulla Scienza ha identificato gli ostacoli al recupero
dell'enorme capitale rappresentato dagli scienziati e dai ricercatori
italiani che operano all'estero ed il pericolo di una loro perdita
definitiva per l'Italia. Propone quindi che venga istituito un Comitato
Consultivo Permanente degli Scienziati Italiani all'estero per la
cooperazione internazionale e gli scambi fra Paesi. La Conferenza auspica
che vengano realizzate tutte le iniziative idonee a mettere in rete questa
risorsa ed a favorire il rientro dei "cervelli" italiani anche attraverso la
realizzazione di altri centri di ricerca e di eccellenza in Italia che
richiamino la presenza di ricercatori stranieri.
Le delegate e i delegati alla Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo
lasciano Roma sereni e più forti nella coscienza di aver avviato un percorso
di migliore conoscenza reciproca che accomuna tutte le generazioni degli
italiani nel mondo partendo dalla storia e dalla tradizione come valori
irrinunciabili per protendersi verso tutte le promesse dell'innovazione in
un dialogo fecondo e paritario con la Patria d'origine.



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