Albertina Carraro |
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ALBERTINA CARRARO (Buratto) nata il 29 luglio 1933 a Latina, 60 km da Roma. Sono nata a
Latina nel 1933 perché i miei avevano contribuito ad acquistare un
terreno a Latina per la famiglia Carraro. Nel 1934, i miei ed i miei due
fratelli ritornarono alla casa a Biadene, provincia di Treviso. Da quel
tempo e fino al 1953 ho vissuto a Biadene. Nel 1953, a 20
anni, lasciai l’Italia. Era il Settembre 1953 e partii da Genova con la
nave Neptunia. Non mi dimenticherò mai quel giorno. Sentivo un senso di
colpa nel lasciare i miei, essendo figlia unica, ma allo stesso tempo, ho
fatto un gran respiro che finalmente sono riuscita ad ottenere la mia
liberazione da una vita perduta se rimanevo in Italia. Non ho mai
rimpianto questa decisione. Sentivo un po’ di paura per le cose che mi
aspettava all’altro lato del mondo. Ma ho deciso che tutto quel che
avrebbe potuto succedere da quel momento, avevo solo io la responsabilità
di soppravivere la situazione nel miglior modo possibile. Ero sicura di me
stessa e sapevo la differenza tra il buono e il cattivo. Dopo un mese di
nave, arrivai a Perth nell ottobre del 1953. Dopo ancora due giorni di
nave ho raggiunto le mie zie a Melbourne. Una settimana dopo il mio futuro
marito, Santino, venne a trovarmi e poi ritorntò a lavorare ad Adelaide.
Io intanto lavorai a Melbourne per più di un mese per guadagnare dei
soldi per pagare le nozze. I soldi che Santino guadagnò in condizioni
straordinari a Darwin, sparirono con il pagamento del mio viaggio per
l’Australia. Mi disse, poco prima del nostro matrimonio, che aveva
comprato una casa per noi in Adelaide. Ci siamo sposati il 26 dicembre
1953 a Melbourne e il giorno dopo abbiamo fatto il viaggio con l’aereo
per Adelaide. Arrivando ad
Adelaide, abbiamo festeggiato le nozze un’altra volta con amici e
paesani. Poi, la realtà ci cadde addosso come un peso – i nostri soldi
spesi, novelli sposi, la casa da pagare e senza lavoro perché con le
vacanze di Natale lavoro non ce n’era. Ma si era giovani sposi e in
qualche modo avremmo “tirato avanti” e dopo un mese abbiamo trovato
lavoro. Una forte amica, Maria Urbani, mi portò da una sartoria in Gouger
Street sopra il Central Market. Ho lavorato lì per nove mesi e mi ricordo
che tutti erano bravissimi con me, sebbene non parlavo nemmeno una parola
d’inglese. A quei tempi
andavo a fare la spesa in una bottega in Gouger Street – l’unica
bottega in Adelaide dove parlavano l’italiano. Poi si andava al mercato
a comprare la verdura e carne, ma pagavo sempre con i soldi di carta perché
non conoscevo i soldi australiani e poi mi vergognavo se facevo uno
sbaglio. Alla fine, il taccuino era pieno di spiccioli. A quei tempi,
circa 1954-55, si abitava in Park Terrace – ora è Greenhill Road a
Wayville, in una casa vecchia e grandissima, ma da restaurare. Aveva crepi
larghi ai muri e dopo il terremoto del 1954, i crepi si allargarono ancora
di più – ci si vedeva da una stanza all’altra! Abbiamo abitato lì
per tre anni, e la mia bambina ha vissuto lì i suoi primi due anni. Nel 1957 ci
comprammo un pezzo di terra ad Oldfield – ora è Rostrevor. Nel 1957,
c’erano solo campi attorno e piano piano altre famiglie costruirono
case. Non c’erano servizi pubblici, mi ricordo che dovevo camminare per
circa due km per prendere l’autobus per andare in città. La casa,
costruita da mio marito, era un delle prime nella regione. E ora, dopo 50
anni abitiamo ancora nella stessa casa. Nel 1958 nacque
il secondo bambino. Le cose che
ricordo di quei primi tempi era l’uomo che portava il giaccio ogni
mattina, ed il lattaio che lasciava il latte nel barattolo fuori casa.
Poi, negli anni ’60 il latte veniva distribuito in bottiglie. La nostra
vita cambiò in questi anni quando abbiamo messo il telefono e comperato
un televisore e poi una macchina, una Holden. Il nostro terzo
figlio nacque nel 1966. In questi anni dopo diverse disgrazie ci siamo
trovati ancora in difficoltà finanziaria e ho ricominciato a lavorare nel
1968 a pulire una scuola a poco distanza da casa. Ho lavorato lì per più
di 20 anni. Mi piaceva questo lavoro perché ho lavorato con persone
gentili. Anche adesso, dopo più di 20 anni da quando ho lasciato questo
lavoro, delle maestre mi salutano quando mi vedono per strada o al
supermercato. Una volta, per caso nel bus, una ragazza mi salutò e io
l’ho riconosciuta da quando aveva solo 5 anni alla scuola dove pulivo la
sua classe. Un’altro
piacere è il mio coinvolgimento con il Veneto Club. Per più di 20 anni
ho lavorato al Veneto Club e, per me è come andare a trovare un’altra
parte della mia famiglia. Lì ho fatto delle forti amicizie e spero di
continuare ancora un po’. Ho passato del
brutto e del bello negli anni che ho passato qui in Australia. Ma non
rimpiango la decisione che feci 53 anni fa – di lasciare l’Italia per
realizzare il mio destino dei essere libera. Qui in Australia, ho provato
tante esperienze che, se rimanevo in Italia, non potevo nemmeno indovinare
o solo sognare. La vergogna dei primi anni si è trasferito in orgoglio in
me stessa, non avrei mai pensato che sarei riuscita a parlare, scrivere e
leggere in inglese, che ci siano gente australiana che mi accoglie e che
ho aiutato quando erano incapaci di fare loro. Per una come me che ha
fatto solo la quarta elementare a scuola! Sono riuscita a
crescere una famiglia unita e ho 5 nipoti, che anche loro sono uniti tra
di loro. Sono ancora con lo stesso marito e piano piano invecchiamo
assieme e tutti e due speriamo di avere la stessa energia che abbiamo ora
per anni. Devo solo dire
un cosa, il Signore mi ha aiutata tanto nei momenti non tanto belli della
mia vita. |
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