Il seminario "Donne in Emigrazione", promosso dal CGIE
insieme al MAE, con la collaborazione del Ministero per le Pari Opportunita',
della Commissione per la Parita' e le Pari Opportunita' tra Uomo e Donna,
del Dipartimento per gli Italiani nel Mondo, della Regione Lazio e del Comune
di Roma, riunito a Roma il 25 e 26 novembre 1997, adotta come parte integrante
del presente documento le relazioni delle aree continentali e la sintesi
dei Gruppi di Lavoro, presentate nel corso del dibattito; inoltre ribadisce
il ruolo storico fondamentale della donna in emigrazione, che non solo ha
protetto il nucleo familiare dal trauma del distacco, ma ha svolto una funzione
essenziale nel favorire l'adattamento a nuove realta' sociali ed invita
la Comunita' nazionale a valorizzare e tramandare la memoria di un percorso
collettivo di milioni di donne e di uomini che appartiene alla storia d'Italia.
La donna emigrata ha trasmesso e continua a trasmettere intatto alle generazioni
successive Il patrimonio di lingua e cultura, garantendo al contempo la
piena integrazione nel Paese di accoglimento ed il antenimento dell'identita'di
origine. Per tale ragione si esortano il Governo, i Parlamento e le Regioni
a valorizzare questa loro funzione e riconoscerle come strumento primario
della politica culturale dell'Italia all'estero; evidenzia i profondi cambiamenti
in atto nel mondo in continua evoluzione delle italiane fuori d'Italia,
che hanno raggiunto nuove professionalita' e capacita' di inserimento nel
mercato del lavoro, puo' continuando ad adempiere ai compiti familiari abitualmente
affidati alla donna. A tal proposito considera necessarie una piu' corretta
divisione dei tempi di cura e la costituzione di strumenti di sostegno che
permettano alle donne di accedere a corsi di studio e formazione, di essere
attive nelle associazioni e di raggiungere piu' alti e diffusi livelli di
rappresentanza; riconosce la comunanza di pensiero e filosofia di vita fra
tutte le donne italiane e l'emergere di nuovi modelli di italianita' fra
le nuove generazioni all'estero, che ricomprendono in se due appartenenze
e due culture in una piu ricca identita' e chiede un maggiore impegno dell'Italia
a stimolare un fecondo rapporto con le seconde e terze generazioni; ritiene
che le esperienze delle italiane all'estero costituiscano per l'Italia una
ricchezza alla quale attingere per una maggiore comprensione e sensibilita'
nell'affrontare e risolvere la crescente realta' dell'immigrazione; accolti
i principi di "mainstreaming" ed "empowerment" adottati dal Forum di Pechino,
e recepiti in una direttiva del Governo Prodi, considera indispensabili
per la loro attuazione il "networking", vale a dire la creazione di una
rete di contatti che unisca le Donne italiane ovunque risiedano; ed il "mentoring",
cioe' l'instaurazione di azioni positive tese a preparare le donne ad avvalersi
delle tecniche e degli strumenti migliori per incidere sulla societa'. In
questo quadro propone la creazione di Coordinamenti di donne per Paese e
suggerisce l'istituzione di Commissioni Pari Opportunita nei COMITES e nel
CGIE; sottolinea l'esigenza di dare maggiore e piu' approfondito spazio
all'informazione di ritorno e propone la compilazione di Registri per Paesi
delle italiane all'estero con particolari competenze e rappresentativita';
ribadisce la necessita' di proteggere dall' emarginazione economica e sociale
le emigrate piu' anziane in gravi condizioni di indigenza; impegna il Parlamento
italiano ad approvare celermente la modifica costituzionale e la legge ordinaria
sul pieno esercizio del voto in loco per gli italiani all'estero ed il testo
dell'art. 77 proposto dalla Bicamerale in materia di equilibrio della rappresentanza
fra uomini e donne nelle istituzioni elettive, ivi compresi gli organismi
di rappresentanza degli italiani all'estero; impegna il Governo ad indire
la Prima Conferenza Nazionale delle Italiane all'Estero entro il 1999, dotandola
di tutti gli strumenti necessari a realizzarla e prepararla attraverso Preconferenze
Nazionali e Continentali organizzate dai Coordinamenti delle Donne in collaborazione
con COMITES e il CGIE; impegna Governo e Parlamento italiani ed autorita'
regionali e locali ad inserire rappresentanti delle donne emigrate nelle
Commissioni per Le Pari Opportunita' e ad istituire adeguate forme di riconoscimento
pubblico del loro contributo; da' mandato al Consiglio Generale degli Italiani
all'Estero di adoperarsi per la realizzazione delle richieste contenute
nella presente risoluzione e nei documenti allegati.
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